NO PASARAN

 

NO PASARAN!
In un tempo in cui l’odio per la diversità viene sventolato come un valore da difendere, quando la discriminazione sessuale, religiosa e di razza tenta di essere sdoganata come una pratica comune, noi scegliamo di tornare a presidiare le strade e i quartieri come sempre abbiamo fatto in questi trentanni.

Da alcuni giorni, in Piazza Farinata degli Uberti, sono stati registrati, raccontati e testimoniati episodi di razzismo e omofobia di cui si sono resi partecipi esponenti vicini al candidato sindaco Poggianti e di cui lo stesso, necessariamente, è venuto a conoscenza, nonostante mai ne abbia fatto menzione nelle sue dichiarazioni. Tali eventi, a cui in molti (sempre gli stessi) hanno scelto di non far riferimento, non sono passati e mai passeranno inosservati a Empoli che da sempre difende i valori di Antifascismo e Antirazzismo, né lo passeranno mai all’occhio di chi ha a cuore la storia della città.
Alla luce di tale realtà si invita la Sindaca Barnini e chiunque abbia scelto di mostrare la sua solidarietà al candidato sindaco della destra, a prendere piena coscienza degli antefatti e soprattutto dei fatti accaduti. E’ opportuno, in simili contesti, valutare la (dubbia) opportunità di esporsi sulla base di racconti tendenziosi e omertosi da parte di chi agita, oscena, la bandiera della democrazia mentre affonda le proprie radici ideologiche (e di pratiche, come testimoniato) nell’odio e nella discriminazione.
In ultimo, ma non per importanza, ricordiamo che nei fatti narrati (per dovere di scelta lessicale) non c’è stata alcuna forma di minaccia o intimidazione ma soltanto il presidio pacifico di spazi pubblici e cittadini in cui si sono svolti deprecabili episodi di discriminazione razzista e omofoba.
Se i fatti accaduti sono stati stigmatizzati come atti di pochi, ricordiamo che i valori che come Comunità in Resistenza abbiamo sempre portato avanti sono collettivi e comunitari e che, in questo senso, andranno letti tutti i futuri presidi pacifici da qui al termine del periodo elettorale, al fine di scongiurare il ripetersi di eventi che infanghino la storia antifascista della nostra città.

Dall’età in cui la verità è mistificata e la denuncia uno strumento da campagna elettorale.
Non resteremo a guardare. Non ci faremo intimidire.

Comunità in Resistenza/Csa Intifada

Fridays For Future al Csa Intifada

#FridaysForFuture #Empoli

Si chiama Greta Thunberg ed è una ragazza svedese di 15 anni da tempo fa sciopero a scuola ogni venerdì per chiedere al governo svedese e agli altri stati di agire c oncretamente per arginare i cambiamenti climatici.

Durante il cop24 in Polonia ha dichiarato davanti ai potenti del mondo:

“La civiltà viene sacrificata per dare la possibilità a una piccola cerchia di persone di continuare a fare profitti. La nostra biosfera viene sacrificata per fa r sì che le persone ricche in Paesi come il mio possano vivere nel lusso. Molti soffrono per garantire a pochi di vivere nel lusso”.

La giovane attivista svedese ha quindi concluso il suo discorso con queste parole: “Voi non avete più scuse e noi abbiamo poco tempo. Noi siamo qui per farvi sape re che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no. Il vero potere appartiene alla gente”.

Con queste parole questa ragazzina ha centrato la questione nella parte più importante che riguarda l’ingiustizia di un modello di sviluppo, che non sviluppa ma sot tr ae, erode territori, abbatte foreste aggredisce territori ricchi di petrolio e di minerali, inquina distrugge solo per fare sempre più profitti, per rendere i ricchi più ricchi e i poveri sempre più poveri.Il 99% della popolazione mondiale viene quotidianamente sfruttata da 1% .

Chi pensa di poter contenere i cambiamenti climatici con semplici soluzioni, non capisce che alla base dell’inquinamento c’è un’ideologia ottocentesca sullo svilupp o, che oramai non è più compatibile con la drammatica situazione in cui versa il pianeta.

Per contrastare questo sviluppo fondato sulla distruzione del pianeta vogliamo avviare un percorso di conoscenza con serate di approfondimento tutti i venerdì al Csa Iintifada con l’obbiettivo di costruire una mobilitazione per venerdì 15 marzo giornata della marcia globale per il clima, a #Empoli in piazza della vittoria ore 17,30.

PRIMO APPUNTAMENTO VENERDI 8 MARZO ore 20,30 CON BUFFET PREPARATO DALLA AZIENDA AGRICOLA YUPTALA A agricampeggio yuptala

A seguire:
Reading tra poesia e prosa, tra terra e vino. Tra un sogno reale e un mondo possibile.a cura del’associazione culturale Playground

“Come possono scienza-politici mangia-potere teste-di-piombo-governo due-mondi Capitalista-Imperialista Terzo-mondo Comunista maschio ammucchia-carte Non-conta dino jet-set burocrati

Parlare per il verde della foglia? Parlare per la terra?”

Per l’occasione riapre OtrMundino, il social bar dell’intifada. Birre artigianali vini naturali e squisitezze di stagione

Comunitàinresistenza Empoli/Csa Intifada

NO AL DL SALVINI

Sabato 2 febbraio alle ore 20.30 al Centro sociale Intifada di Ponte a Elsa, cena di solidarietà per sostenere l’esperienza di accoglienza profughi portata avanti a Vicofaro (Pt) da don Massimo Biancalani e dalla sua comunità.
Come diceva Bertolt Brecht, quando l’ingiustizia diventa legge la resistenza, la disobbedienza diventano un dovere.
L’accoglienza, la solidarietà, il diritto sono principi fondamentali che vanno al di là di tutte le leggi. Nell’Italia degli ultimi anni invece la classe dirigente ha lavorato alacremente per smantellarli, tentando di scatenare una guerra fra poveri per poter mantenere indisturbata il potere. L’insicurezza sociale non è causata, come stanno tentando di farci credere, dai migranti ma da chi detiene il potere e vuole mantenerlo, da chi sceglie di spendere i soldi pubblici per pagarsi stipendi miliardari, nelle spese militari e in opere pubbliche dannose inutili e dispendiose. Il lavoro, la casa, la salute, la cultura sono un diritto di tutti. Stiamo assistendo alla criminalizzazione della povertà e a quella di quanti a questa si oppongono. Il Daspo urbano, applicato ad Empoli e Castelfiorentino ne è un esempio lampante prevedendo l’allontanamento dal paese per chi chiede l’elemosina o vende un paio di calzini, attività ormai ritenute gravi reati. Così, mentre affaristi senza scrupoli, che si sono arricchiti pubblicamente sulla pelle dei migranti, i mafiosi latitanti e i maggiori evasori fiscali continuano indisturbati i loro traffici, chi tenta di far rispettare l’accoglienza, la solidarietà ed i diritti viene perseguito dalle leggi e dalle forze dell’ordine. Ovviamente noi non ci stiamo.
Chiediamo verità e giustizia sulla morte del cittadino Arafet Arfaoui, morto a Empoli in un money transfert durante un controllo della polizia. Se invece di essere di origine tunisina fosse stato un empolese DOC, sarebbe successa la stessa cosa?
Siamo solidali con la nave Mediterranea, che, quando le leggi hanno vietato di salvare i migranti in fuga dall’inferno della Libia, è salpata e sta effettuando nel Mediterraneo operazioni di monitoraggio e salvataggio.
Siamo a fianco di Mimmo Lucano, il Sindaco di Riace, che ha accolto più di 6mila richidenti asilo ridando vita al suo piccolo borgo spopolato dall’emigrazione, posto agli arresti domiciliari nello scorso ottobre con l’accusa di istigazione all’immigrazione clandestina.
Chiediamo che i Sindaci della zona facciano quanto Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli che sta continuando a garantire ai richiedenti asilo la possibilità dell’iscrizione anagrafica e dei servizi ad essa legati nonostante il Decreto Salvini.
Il Decreto Salvini sulla sicurezza ha reso l’accoglienza sempre più complicata in quanto chi ha ricevuto il permesso di soggiorno per motivi umanitari, dopo valutazione di una Commissione che ha ritenuto il rientro nel territorio di provenienza come pericoloso per la sua vita, rischia di non vederselo più rinnovare e di diventare irregolare, invisibile, ma non solo, può vedersi sbattere fuori dai centri di accoglienza senza essere stato preparato in alcun modo ad un inserimento nella società. Gli sgomberi sono già cominciati in varie parti d’Italia.
E’ anche per questo che invitiamo tutti e tutte alla cena sociale per sostenere l’esperienza di Don Biancalani. Un sacerdote che nella sua comunità fa quello che dovrebbero fare tutti i suoi colleghi: accoglie. Anche se viene minacciato da squadracce fasciste durante una Messa o si vede piombare in parrocchia una cinquantina di forze dell’ordine a cercare inesistenti irregolarità o riceve un’ordinanza del Sindaco di Pistoia che gli intima di farla finita. Non si lascia intimidire e procede per la sua strada.
Comunità in Resistenza-Centro Sociale Intifada
Cobas Empoli Valdelsa