Radici nel Cemento in concerto contro il decreto sicurezza bis

Sabato 14 ORE 22.30

SUL PALCO DEL CSA INTIFADA RITORNA LA STORICA FORMAZIONE DEL REGGAE ITALIANO Radici nel cemento
Radici nel cemento in concerto

PER ALZARE la voce A RITMO DI REGGAE contro il decreto sicurezza bis!

Il #decretosicurezzabis è l’ultimo atto di un ministro degli interni che ha fatto della disumanità il suo perno centrale di una politica vendicativa contro le ONG che salvano i migranti nel mediterraneo.

Tra le tante aberrazioni di questo decreto sicurezza bis c’è l’aumento delle multe alle navi delle ONG che solcano il mediterraneo oltre al sequestro ( l’ultima sanzione e sequestro della #MAREJONIO della ONG Mediterranea Saving Humans è stata di 300milaeuro).

Come si sa le leggi restano anche quando i governi cambiano in questo caso il nuovo governo giallo/rosso non sembra orientato ad una cancellazione dei due decreti sulla sicurezza, la nuova ministra e il presidente Conte parlano di un umanizzazione del linguaggio, fosse solo una questione linguaggio c’è bisogno di un cambiamento di rotta sulla questione dei migranti partendo dalla cancellazione dei due decreti sicurezza.

Fin da gli anni ’90 con la prima legge Martelli, a seguire la Turco-Napolitano, per arrivare alla Bossi-Fini del 2002, si è percorsa la strada dell’emergenza per la questione dei migranti e che quindi «internare» gli immigrati solo perché immigrati fosse una questione legata alla sicurezza dello stato ,inaugurando cosi la «guerra contro l’immigrazione», che poi è diventata guerra agli scafisti senza mai affrontare la questione migranti come una questione europea creando canali legali per l’arrivo di essere umani di altri continenti che hanno il diritto di cercare condizioni di vita migliori per costrursi un futuro senza guerre (alimentate molto spesso dall’occidente civile) e senza povertà.

SABATO 14 AL RITMO DI REGGAE CONTRO IL DECRETO SICUREZZA BIS

AL FIANCO DELLE ONG CHE SALVANO I MIGRANTI

RESTIAMO UMANI

Comunitàinresistenza Empoli

Libertà per Carola Rakete


Questa notte abbiamo assistito all’esaltazione dell’ odio del diverso, del migrante di chi ha come valori la solidarietà l’uguaglianza la fratellanza L’arresto della comandante Carola Rakete rappresenta il punto di non ritorno di un governo espressamente di estrema destra, che oltre a parlare alla pancia della gente, agisce in maniera autoritaria e fascista trasformando una questione come l’immigrazione in un problema di ordine pubblico, consegnando finalmente al popolo la causa di tutti i mali “il migrante” il diverso, coprendo tutto il resto, la crisi economica la povertà, che qualcuno diceva di aver debellato, il crollo del potere di acquisto, la fine del diritto la precarizzazione del lavoro e della vita. Questo è il risultato di anni di politica di destra che i vari governi precedenti hanno praticato, mettendo al primo posto il mercato, distruggendo anno dopo anno le conquiste politiche e sociali che facevano dell’Italia un anomalia..
Oggi abbiamo bisogno di 1000 Carola abbiamo bisogno di una generazione di giovani audaci che con la pratica della disobbedienza e dell’ azione diretta rinnovino la pratica antagonista resistendo al delirio di questo governo fascista.
Noi ci siamo!
Libertà per Carola Rakete!
Al fianco dei fratelli migranti

CSA intifada/comunità in resistenza

Empoli 24 maggio Fridays for Future secondo sciopero per il clima

 

 

 

 

 

Venerdì 24 maggio, alle 16.30, Fridays for Future – secondo sciopero per il clima di nuovo in piazza della Vittoria, a #Empoli, davanti alla sede dell’Unione dei Comuni, per rilanciare il grido di Greta e ricordare ai nostri amministratori che la nostra sopravvivenza è anche affar loro, ed ha a che vedere con le loro scelte politiche. Per ribadire che non c’è più tempo: DOBBIAMO AGIRE ORA!

#FridaysForFuture “Voi non avete più scuse e noi abbiamo poco tempo. Noi siamo qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no il vero potere appartiene alla gente” Greta Thunberg

 
“Può sembrare spaventoso, ma l’evidenza scientifica dimostra che, se non intraprenderemo azioni urgenti entro il prossimo decennio, potremmo subire danni irreversibili al mondo naturale e il collasso delle nostre società”, sono le parole del più famoso divulgatore scientifico del mondo, Sir David Attenborough.
 
Parole che trovano già riscontro nelle scene drammatiche delle persone che fuggono dai mega-incendi negli Stati Uniti, causati dalla crescente siccità del Pianeta che si sta riscaldando, o nell’esempio della Louisiana, che sta perdendo territorio ad uno dei tassi più veloci della Terra.
 
Il re è nudo, la catastrofe è vicina, i leader politici continuano a non agire per fermare il cambiamento climatico e tutti noi dobbiamo scendere in piazza davanti alla sede locale del governo e fare pressione dal basso per avere politiche climatiche più incisive.
 
Lo ha detto Greta Thunberg a conclusione dell’ultima conferenza sul clima. Che si trattasse di un messaggio dirompente, che interroga pesantemente il nostro modello economico e di vita, qualcosa di indicibile proprio perché scientificamente fondato, lo dimostra la virulenza degli attacchi che sono seguiti a questo appello.
 
Venerdì 24 maggio, alle 16.30, Fridays for Future Empolese Valdelsa sarà di nuovo in piazza della Vittoria, a Empoli, davanti alla sede dell’Unione dei Comuni, per rilanciare il grido di Greta e ricordare ai nostri amministratori che la nostra sopravvivenza è anche affar loro, ed ha a che vedere con le loro scelte politiche.
 
Piantare alberi per aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici, orientare nel modo giusto le scelte delle P.A. e dei privati in tema di approvvigionamento energetico, riorganizzare in forma sostenibile la mobilità, sono tutte scelte che investono direttamente il livello locale di governo. E su questi punti non faremo sconti a nessuno, perché chiunque sarà chiamato ad amministrare la città sarà il nostro sorvegliato speciale.
 
E se l’inerzia si protrarrà a lungo ci saranno magari i tribunali a giudicare chi amministra la cosa pubblica, come è avvenuto negli Stati Uniti per decisione di ventuno teenager, che hanno portato in tribunale la classe politica per non aver impedito il danneggiamento del Pianeta. Fonte: Fridays for Future Empolese Valdelsa

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