Da Empoli Giù le mani dai centri sociali…. Riapriamo Làbas

 

 

 

 

 

 

 

 

L’8 agosto è stato sgomberato Làbas un centro sociale bolognese occupato nel 2012, agenti antisommossa DIGOS blindati, e ancora manganelli che volteggiavano in aria per picchiare compagne e compagni che presidiavano l’ingresso del centro sociale, immagini degne della Turchia di Erdogan.
Tutta questa esplosione di forza da parte delle forze dell’ordine per dare attuazione al decreto di sequestro dell’immobile emesso nel dicembre del 2015 dal Pm Antonello Gustapane per tutelare la proprietà della Cassa depositi e prestiti, mentre il comune,ovvero chi dovrebbe amministrare la città, faceva finta di nulla.
L’esperienza del centro sociale labas è stata in questi anni una delle esperienze più attive e interessanti nell’universo dei CSA di ultima generazione, divenuto da subito un punto di riferimento per il quartiere e non solo. Al suo interno il collettivo Làbas aveva creato un dormitorio sociale autogestito, “Accoglienza Degna”, con 15 posti letto, realizzava tanti laboratori tra cui “Labimbi”, pensato per i più piccoli, la scuola di italiano per immigrati. Ed era stata aperta una pizzeria biologica, mentre il mercoledì si teneva il mercato biologico di “Campi Aperti”.insomma qualche anno fa si sarebbe definito un “bene Comune”
Non si può rispondere con gli sgomberi alla legittima riappropriazione di spazi inutilizzati da parte di cittadini che occupandoli sviluppano progetti che migliorano la qualità della vita dei residenti del quartiere, e di tutti quei cittadini che vogliono sviluppare capacità di autorganizzazione sociale .
Come Csa Intifada/Comunità in Resistenza esprimiamo la massima solidarietà alle compagne/i di labas e
Sabato 9 settembre come Comunità In Resistenza/Csa Intifada saremo a Bologna al fianco delle compagne e dei compagni di Làbas per la Grande Manifestazone #RiapriAMOLàbas
RiapriamoLàbas – Grande Manifestazione

Ci stiamo organizzando per andare a Bologna, chi è interessato alla partecipazione può contattare la nostra pagina facebook
https://www.facebook.com/comunitainresistenza.empoli/
o passare dal centro sociale venerdi 8 settembre alle 21

SABATO 9 #RiapriAMOLàbas
RiapriamoLàbas – Grande Manifestazione Concentramento ore 15 piazza XX Settembre vicino alla stazione Centrale

Csa Intifada/Comunità in Resistenza

 

Diecimilanovecentocinquanta giorni cronaca di un’occupazione del secolo scorso. Ovvero come praticare la rivoluzione nella provincia toscana

Lanciato il crowdfunding per sostenere la realizzazione del documentario che racconterà i 30 anni del Centro Sociale Intifada attraverso la piattaforma italiana https://www.produzionidalbasso.com/ si potrà contribuire al sostegno economico del progetto, cliccando il seguente link si potrà fare una donazione e guardare il trailer del documentario.

https://www.produzionidalbasso.com/…/diecimilacinquecentoc…/

x condividere il progetto su pagine Facebook o pagine web basta incollare il seguente link http://sostieni.link/15543

Nel dicembre del 1988 in località Ponte a Elsa, nella periferia di Empoli paesone di 40mila abitanti un gruppo di ragazze e ragazzi occupano delle ex scuole elementari dando vita ad una delle esperienze più longeve in Italia il Centro Sociale Autogestito “Intifada”.

Dopo 29 anni il Csa Intifada è ancora uno spazio liberato dove si sviluppano progettualità, campagne di solidarietà ,concerti, laboratorio di Hip Hop e writers , gruppo di acquisto, sede sindacale dei Cobas insomma un luogo vivo dove la terza generazione cerca nuovamente un protagonismo sociale, che partiti della ex sinistra e pseudo movimenti pentastellati negano.

Facendo due calcoli nel 2018 festeggeremo i 30 anni per essere precisi Diecimilanovecentocinquantagiorni da quella occupazione!!,un traguardo importante per una realtà totalmente autogestita!!per questo abbiamo deciso di imbarcarci in un progetto collettivo di memoria audiovisiva (la produzione di un doc film) che cercherà attraverso video e interviste di raccontare, sia la piccola storia di un Centro sociale autogestito nella ridente provincia toscana, ma anche l’importanza sociale e culturale che i Centri Sociali Autogestiti Occupati italiani hanno rappresentato in questi ultimi decenni e rappresentano tutt’oggi in una società sempre più povera dal punto di vista politico/culturale. Cercheremo di costruire attraverso interviste immagini il percorso politico culturale delle compagne/i del centro che in tutti questi anni si sono intrecciati con migliaia di compagni di altri centri sociali dando vita a pagine importanti della vita politica di questo paese.

Dalle lotte ambientali territoriali a quelle contro le centrali nucleari, PEC del Brasimone Montalto di castro Caorso, le lotte studentesche della pantera…alla solidarietà con la Palestina fino ad arrivare alla Rojava passando per il Chiapas Zapatista, le contestazione ai potenti del mondo da Davos arrivando a Genova 2001……e poi ancora la lotta contro la precarietà… insomma racconteremo Diecimilanovecentocinquantagiorni sempre al fianco degli ultimi contro i potenti.

Comunità in Resistenza/Csa Intifada

Non voltarsi mai dall’altra parte!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apprendiamo oggi da il quotidiano Il Tirreno che il costume con la scritta “Boia chi molla” è stato ritirato dalla collezione della ditta Swimxwin!!
una buona notizia per chi come noi fa da sempre della pratica antifascista e antirazzista uno stile di vita, chi in questi giorni ha obbiettato che chiedere lo stop della produzione e vendita di quell’orrendo costume era esagerato, sbagliava! non bisogna mai girarsi dall’altra parte quando si è testimoni di un’ingiustizia.

Perché nonostante il rappresentante della suddetta azienda affermi che per lui tra Che Guevara e i simboli fascisti non ci sia differenza è opportuno che vada a rileggersi questa sentenza:” Apologia del fascismo (Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza 4 giugno – 25 settembre 2013, n. 39860)Il reato di cui all’art. 2, comma secondo, d.l. 26 aprile 1993 n. 122, conv. con modif. in legge 25 giugno 1993 n. 205, sussiste per il solo fatto che taluno acceda ai luoghi di svolgimento di manifestazioni agonistiche recando con sé emblemi o simboli di associazioni o gruppi razzisti e simili, nulla rilevando che a tali gruppi o associazioni egli non sia iscritto (Sez. 3, n. 9793 del 29/11/2006 – dep. 08/03/2007, Lucani, rv. 235820).”

Ora ci sembra opportuno che sia all’ingresso della piscina comunale e negli altri impianti sportivi del comune di Empoli si applichi un divieto di entrata a chi ostenta immagini fasciste! Bisogna costruire un argine contro la cultura razzista e fascista che dall’Europa dei populismi sta arrivando come un’onda nera in Italia e in piccolo anche a Empoli. Noi faremo sempre la nostra parte come militanti Antifascisti e antirazzisti affinché Empoli resti una cittadina immune da queste derive politiche culturali.

Mai indifferenti ANTIFASCISTI SEMPRE!

COMUNITA’ in RESISTENZA/CSA INTIFADA