COMUNICATO STAMPA

empoli17Il comune di Empoli ha appaltato la costruzione di nove passaggi pedonali nelle frazioni di Fontanella, S. Andrea, Brusciana, Molin Nuovo e Ponte a Elsa per rendere più vivibile e meno pericoloso abitare nei pressi della 429. I Lavori sono stati aggiudicati ad un ribasso del 27,67% per una spesa complessiva di oltre 150.000 e ed un risparmio di quasi 60.000 euro. Pensiamo che simili ribassi non possano però garantire in alcun modo la qualità del lavoro fatto, la qualità dei materiali usati, i tempi di realizzazione e soprattutto la sicurezza e i diritti dei lavoratori. Su cosa si pensa si tagli per arrivare a simili percentuali di ribasso? Recentemente abbiamo avuto il caso del servizio porta a porta in alcuni comuni della Valdelsa revocato da Publiambiente ad una ditta campana per i continui disservizi. Quando il fattore discriminante per l’ affidamento di lavori e servizi è solo il ribasso si danneggiano i cittadini ed i lavoratori. In febbraio, come Cobas, abbiamo incontrato la commissione lavoro dell’ Unione dei Comuni a cui abbiamo proposto un protocollo sugli appalti. Il testo, elaborato con la collaborazione di due studi legali esperti di diritto del lavoro, prevede per esempio principi fondamentali come la valutazione del progetto ed il controllo costante in corso d’ opera. Dopo mesi la commissione non è stata capace di dare una risposta, è per questo che al corteo del primo maggio lo spezzone della Comunità in Resistenza ha simbolicamente chiuso la sede dell’ Unione in Piazza della Vittoria.
Cobas Empoli-valdelsa aderente alla Confederazione Cobas del lavoro privato
Comunità in Resistenza/CSA Intifada

Passaggi pedonali sulla 429, i Cobas e il Csa Intifada: “Appalti al ribasso? Un danno per tutti”
http://www.gonews.it/empolese-valdelsa/attualita-empolese-valdelsa/

EMPOLI – Corteo 1 MAGGIO SENZA CONFINI, SENZA FRONTIERE

I Cobas Empoli-Valdelsa e la Comunità in Resistenza/Csa Intifada saranno presenti anche quest’anno al corteo del
#1Maggio ad #Empoli. Come negli anni passati, caratterizzeremo questa giornata mettendo in risalto le mille forme di sfruttamento presenti anche sul nostro territorio e rivendicando la libertà di movimento in una fase in cui i confini diventano barriere sempre più presidiate da divise di ogni colore.

Nell’Europa odierna, i flussi migratori ridisegnano la contrattazione sociale, ridefiniscono diritti e cittadinanza. Precarietà e migrazioni sono elementi che caratterizzano non soltanto chi arriva dalla Siria o dalla Libia ma anche gli oltre cinquecentomila italiani in fuga verso il Centro-Nord Europa. E’ una condizione che finisce con l’accettazione di salari sempre più bassi e diritti sempre più ridotti.

Migranti, rifugiati, disoccupati e precari vivono lo stesso stato di profonda crisi sociale e i confini sono usati come strumenti di esclusione, di inclusione selettiva e di sfruttamento. Questo è il filo che ci lega ai movimenti transnazionali che in questi giorni, da Idomeni al Brennero rivendicano l’abbattimento di barriere e confini e in questa ottica intendiamo caratterizzare il nostro 1 Maggio.

La gestione dei flussi migratori evidenzia il fallimento di un’Unione Europea che sacrifica l’accoglienza in nome di interessi geo-strategici, delegando la gestione dei rimpatri alla Turchia di Erdogan, attore non secondario nella guerra siriana e responsabile di una feroce repressione interna e verso il popolo curdo.

La questione migratoria, in assenza di un welfare generalizzato, finisce per assumere i connotati di una forma remunerativa di business, subordinando i diritti umanitari alla voracità di imprese e cooperative.

Lo scorso 1 marzo, in occasione della giornata di sciopero sociale transnazionale abbiamo evidenziato il ruolo di queste aziende nel nostro territorio. In particolare, abbiamo denunciato l’assenza e il disinteresse di gran parte dei comuni del territorio sul tema del’accoglienza, finendo per consegnare a consorzi come Mc Multicons centinaia di migliaia di euro di contributi pubblici. Nonostante le denunce di associazioni, organi di stampa e alcuni scrittori, per le pessime condizioni di accoglienza (profughi stipati in un casale privo delle basilari condizioni igienico sanitarie….), i soldi distribuiti in un falso clima emergenziale, continuano a finire indisturbati nelle casse del consorzio, che si sta anche aggiudicando nuovi appalti pubblici. Una gestione dell’accoglienza in mani pubbliche, avrebbe consentito nuove assunzioni di personale, un ritorno economico nelle casse degli enti e un beneficio per tutta la comunità.

I profughi possono però diventare miniera d’oro anche per gli enti locali: la Regione Toscana ha infatti decretato il loro utilizzo gratuito per lavori socialmente utili in cambio dell’ospitalità. Ma l’asilo è un diritto sancito dalle Convenzioni Internazionali, non un favore da contraccambiare.

Nessuna frontiera ma canali umanitari immediati

il lavoro si paga, sempre

per una gestione interamente pubblica dell’accoglienza

DOMENICA 1° MAGGIO CORTEO A EMPOLI

ritrovo h 9.00 davanti alla Stazione Ferroviaria

ore 13.00 pranzo al Csa Intifada

Cobas Empoli Valdelsa – Comunità in Resistenza/Csa Intifada