Empoli 1 Maggio Corteo contro la precarietà e il razzismo. Si scrive appalto si legge lavoratori senza diritti!!

#Empoli Corteo del #1Maggio in piazza contro la precarietà
Contro ogni razzismo

Si scrive appalto si legge lavoratori senza diritti!!”

Anche quest’ anno i Cobas Empoli-valdelsa e la Comunità in Resistenza parteciperanno al corteo del primo maggio empolese nel segno della lotta alla precarietà, spesso all’ origine della grave deprivazione materiale dei 7 milioni e 209mila poveri in Italia. Siamo di fronte a intere generazioni che si vedranno negare il diritto alla pensione, a cui il lavoro festivo viene presentato come un dovere incontestabile e se sono stati aboliti i voucher siamo certi che sarà inventato qualche altro sistema di puro sfruttamento. Siamo contro quella precarietà conseguente ad un sistema come quello delle esternalizzazioni dei servizi che invece di migliorare ci sembra si stia progressivamente imbarbarendo nonostante le varie prese di posizione per cercare di governare il sistema degli appalti.

In Toscana la legge regionale risale al 2007, nel 2016 viene introdotta la clausola sociale per la tutela dei lavoratori nei cambi appalto. Nonostante questo vediamo bandi di gara come gli ultimi per il servizio di raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti urbani e assimilati in comuni della zona del gennaio 2017 in cui la clausola sociale viene addirittura ribaltata. I capitolati di queste gare prevedono che l’ azienda subentrante assuma il personale addetto all’ appalto prima della gara solo se abbia necessità di ulteriore personale rispetto a quello in forza, soprattutto l’ appaltatore è tenuto all’ applicazione di un Contratto Collettivo Nazionale Lavoro pertinente all’ attività in oggetto. Cioè non viene esplicitato quale CCNL si deve applicare lasciando libero arbitrio tra i vari sottoscritti dalle organizzazioni sindacali più rappresentative.

Tutto questo in nome della libera concorrenza che tanto libera non è se si pensa che se il detentore del servizio applicava un contratto migliore avrà un preventivo di costo del lavoro maggiore in fase di gara, quindi sarà penalizzato, rispetto al nuovo arrivato che potrà applicare un CCNL peggiore. E’ paradossale, sappiamo che attualmente non è legittimo chiedere esplicitamente quale CCNL lavoro applicare in fase di gara, ma se le leggi le scrivono gli uomini cosa stanno aspettando a cambiarle? Altrimenti si dica chiaramente che il sistema degli appalti serve solo a risparmiare e che l’ effetto collaterale trascurabile è la legittimazione di nuova schiavitù.

Nel febbraio 2016 abbiamo partecipato come Cobas ad un incontro in Commissione Lavoro dell’ Unione dei Comuni presieduta da Luca Rovai, presente Paolo Regini (allora presidente Publiambiente, oggi presidente Alia), proponendo un nostro protocollo appalti.

A distanza di un anno, metà febbraio 2017 (ormai due mesi e mezzo fa), abbiamo partecipato ad una commissione presieduta dal sindaco di Empoli e presidente dell’ Unione dei Comuni Brenda Barnini che aveva l’ intento di produrre un protocollo appalti per tutta l’ Unione ma di cui non conosciamo al momento l’ esito. In quella occasione e ancora oggi ribadiamo il concetto per cui è giusta e necessaria la parità di salario fra tutti i lavoratori, siano essi dipendenti pubblici o di cooperative, che svolgono la stessa mansione. Così come siamo per la reinternalizzazione dei servizi e chiediamo che la prossima legge sulle “stabilizzazioni” comprenda anche i dipendenti delle cooperative e gli interinali che da più anni prestano servizio nello stesso luogo di lavoro. Solo così, oltre a tutelare i lavoratori che ogni giorno lavorano per la collettività, salvaguarderemo i servizi pubblici al cittadino e ne freneremo lo smantellamento.

Nello specifico dell’ Igiene Ambientale si deve applicare il CCNL specifico dell’ Igiene Ambientale senza se e senza ma, niente hanno a che fare CCNL come il Multiservizi con questo settore!
Appuntamento Lunedì 1 maggio ore 9.15 P.za Don Minzoni (davanti alla stazione ferroviaria) per finire in P.za Farinata degli Uberti (P.za dei Leoni), niente abbiamo a che fare con il comizio di CGIL-CISL-UIL. Al termine del corteo pranzo sociale al C.S.A. Intifada di Ponte a Elsa. 10 EURI per gli studenti e disoccupati 5 euri


Cobas Empoli-valdelsa aderente alla Confederazione Cobas del lavoro privato
Comunità in Resistenza/CSA Intifada

25 aprile con Curdi e Saharawi #iostocongabriele

Sabato Giornata di mobilitazione la mattina ad Empoli e il pomeriggio a Castelfiorentino
Al fianco dei popoli curdi e saharawi
Per chiedere con forza la liberazione di Gabriele Del Grande
detenuto in Turchia da oltre 10 giorni.
Libertà per Gabriele per tutti i giornalisti e gli oppositori del regime fascista di Erdogan

#iostocongabriele #freegabrie

 

 

#Empoli domani mattina alle 10 in Piazza dei Leoni presidio
per la Iiberazione di Gabriele Del Grande recluso da oltre 10 giorni dal regime turco. Partecipiamo tutte/i!

https://www.facebook.com/events/417378771969428/?notif_t=plan_user_associated&notif_id=1492786502930351

#Castlfiorentino 25 aprile con Curdi e Saharawi.

https://www.facebook.com/events/408302092879345


Gabriele Del Grande , noto attivista per il diritto alla libertà di movimento, animatore del blog Fortress Europe, fra i registi del film “Io sto con la sposa” è da giorni in stato di fermo in Turchia.
L’arresto è avvenuto nella provincia di Hatay, al confine tra Turchia e Siria, in un’area ad alta tensione. Non si conoscono ancora i motivi del fermo, né i tempi della liberazione di Gabriele, che da oltre 10 giorni non ha contatti all’esterno né ha la possibilità di parlare con un avvocato.
Quanto avvenuto è l’ennesima prova del livello infimo di libertà di informazione in Turchia. Nel paese la stretta è sempre più forte, specialmente dopo il fallito golpe di luglio e i ricorrenti attentati terroristici, utilizzati per stringere il cappio intorno alla società in termini di limitazione dei diritti sociali e politici.

La vicenda curda attraverso il racconto di Ivan Grozny Compasso autore del libro “Kobane dentro”. I Curdi sono una popolazione più oltre 40 milioni di persone divisi fra Turchia, Iran, Iraq e Siria; rappresentano a livello globale il popolo più numeroso senza uno status politico e giuridico.
Oggi la questione curda è arrivata all’ordine del giorno della politica. E’ una delle grandi sfide politiche del ventunesimo secolo. La lotta per l’autodeterminazione curda, è anche espressione della lotta per la democrazia, per la convivenza fra tutte le etnie, culture e religioni. L’esperienza di confederalismo democratico, messa in piedi dal 2012 nel Rojava (kurdistan siriano), insieme agli Arabi, agli Assiri, agli Armeni, ai Turcomanni e ai Ceceni, è l’unica via in grado di arginare i massacri quotidiani nella regione. La definitiva soluzione della questione curda influenzerebbe notevolmente la situazione nei quattro Stati chiave del Medio Oriente.
Il movimento di liberazione curda si concentra oggi principalmente in Turchia. Nel corso degli anni i Curdi hanno conquistato molti spazi nella politica e nella società e un’infrastruttura politica e sociale che li ha messi nella condizione di saper autoamministrare i propri territori. L’intento di questa giornata è quello di contribuire a rompere il silenzio che governi europei e media hanno fatto calare su quello che accade in Turchia e Siria del nord. Due anni fa tutti celebravano gli eroi di Kobane, oggi i curdi vengono incarcerati e massacrati nella complice distrazione dell’Europa. Tutto sembra permesso a Erdogan, purché fermi con ogni mezzo profughi e migranti, anche la restaurazione della dittatura e la repressione brutale di ogni dissenso.
In questo contesto occorre inscrivere anche il referendum costituzionale del 16 aprile 2017. Gli osservatori internazionali presenti in questa occasione in Turchia hanno potuto constatarne la non conformità sia rispetto alle convenzioni internazionali sottoscritte dalla Turchia sia alle stesse leggi nazionali turche. La consultazione scrivono “si è svolta sotto lo stato di emergenza, minando in questo modo gli standard democratici del governo della legge; arresti di massa di iscritti a partiti e giornalista e perfino rappresentanti ufficiali di partiti di opposizione rimossi all’ultimo minuto e sostituti dall’AKP nei seggi”.