Grottaferrata, Roma: sabato aggredito militante antifascista da Casapound. La denuncia in un comunicato

SABATO AGGREDITO MILITANTE ANTIFASCISTA DA CASAPOUND

Roma, Grottaferrata

Ore 11.30 di sabato 18 febbraio

In piazza Cavour a Grottaferrata un gazebo dei fascisti di Casapound sin dalle prime luci dell’alba (il libro lo presentano alle 17 nel vicino teatro comunale).Un centinaio di agenti di polizia, dei carabinieri e in borghese.Quattro blindati, due dei CC e due della Polizia.

Dal gruppo di una trentina di fascisti, capitanati da Fabrizio Croce, già candidato sindaco per Casapound, si sono staccati quattro energumeni che hanno accerchiato, minacciato e poi fisicamente aggredito un nostro compagno, cittadino di Grottaferrata che si trovava nei pressi di un bar in zona piazza Cavour: un pugno su un rene e un calcio ben assestati, per fargli capire quanto sono infami ma non ce ne era veramente bisogno visto che loro si sa che sono così.

La Questura di Frascati, i CC di Grottaferrata, massicciamente presenti in loco per garantire l’agibilità politica ai fascisti, si sono avvicinati solo quando il nostro compagno, per nulla intimidito, ha iniziato ad alzare la voce contro gli aggressori.

La (poca) gente presente in piazza si è dileguata, alcuni concittadini del nostro compagno si sono invece interessati del suo stato di salute e hanno solidarizzato con lui.

I dirigenti di Pubblica Sicurezza hanno (ovviamente) dichiarato di non aver visto nulla e di voler continuare a proteggere l’iniziativa di Casapound mentre, nel frattempo, i fascisti si sono divisi in ronde da 4–5 persone.

Il nostro compagno sta bene e ha deciso di restare in zona.

A parte il sindaco in carica che latita, Gabriele Mori, saputa dell’aggressione sono passati sul posto diversi consiglieri e assessori sia di centro destra che di centro sinistra.
La responsabilità di quanto sta avvenendo nella piccola cittadina di Grottaferrata è da attribuirsi sia all’amministrazione di centro sinistra che all’opposizione targata PDL.
Oltre che ai responsabili dell’ordine pubblico dei Castelli Romani e del Viminale.

Infatti, la sala per la presentazione del libro è stata presa da Lorenzo Letta (PDL) mentre stamattina il consigliere Fontana(PDL) che in un recente consiglio comunale aveva provato a far passare una mozione contro gli antifascisti dei castelli (e contro lo stesso compagno oggi aggredito) ha avuto la faccia tosta di “sincerarsi” di persona delle condizioni di salute del nostro compagno addirittura invitandolo e invitandoci a un incontro coi suoi amici fascisti.

Prima ti minacciano, se non basta ti picchiano infine poi ti invitano a riappacificarti: sono 90 anni che i fascisti sono sempre gli stessi, si chiamino Casapound o PDL o Lega.

La città di Grottaferrata è praticamente deserta, vige il coprifuoco. Casapound con il suo guru Gabriele Adinolfi, già Terza Posizione, ha sguinzagliato i suoi scagnozzi.
Le forze dell’ordine collaborano a questa operazione politica, con il placet delle istituzioni comunali, PD in testa.

Doppio presumibile obiettivo: far “segnare il territorio” a Casapound, legittimarli rendendoli presentabili, far picchiare e arrestare gli antifascisti(con la vetusta tesi degli “opposti estremismi” che i media poi spargerebbero a piene mani), di fatto mettendo i bastoni tra le ruote ai movimenti di lotta in quanto i compagni e le compagne dei Castelli sono da sempre attivi con continuità contro la cementificazione, per la difesa del territorio contro l’inceneritore di Albano, contro l’aumento dei voli a Ciampino, e nei contesti scolastici, universitari e lavorativi, in ogni caso sempre contro gli stessi poteri forti che poi usano i fascisti come lo stanno facendo oggi.

Fatevi un giro per constatare la situazione, il fascismo è anche, soprattutto, questo: violenza autorizzata, repressione e propaganda di idee razziste, sessiste e classiste.

Chi sostiene questi personaggi in qualsiasi modo, anche per “lavoro”, si rende di fatto loro complice. Non c’è alcun motivo fintamente democratico che possa giustificare una sorta di indifferenza nei confronti di quanto sta avvenendo oggi ai Castelli né, tantomeno, una attività che tenda a presentarli come soggetti degni di agibilità politica.

O da una parte, o dall’altra. Chi non prende posizione, li favorisce senza ombra di dubbio.

Antifascisti dei Castelli Romani

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