Firenze – 10 marzo corteo antirazzista

Nella Firenze del 2012, se sei migrante, rischi di entrare in questura per un semplice fermo e uscirne cadavere.
Nella Firenze del 2012, se sei migrante, rischi di essere picchiato e minacciato, pistola alla mano, da esaltati tutori dell’ordine fuori servizio.
Nella Firenze del 2012, se sei migrante, ogni semplice controllo del permesso di soggiorno può costare schiaffi e umiliazioni.
Nella Firenze del 2012, se sei migrante, puoi essere aggredito a sprangate in piena notte addirittura dentro le porte di casa tua.
Nella Firenze del 2012, se sei migrante, rischi di essere ammazzato come un cane sull’asfalto mentre cerchi di lavorare per sopravvivere.

Ieri pomeriggio a Firenze in 500 hanno sfilato in un corteo antirazzista, organizzato dalla Rete antirazzista fiorentina, per dire basta con la violenza. Nella notte di sabato 3 marzo il Centro interculturale autogestito Kulanka, in via Luca Giordano, è stato oggetto di una vera e propria aggressione, culminata nel ferimento di quattro rifugiati politici somali, di cui uno tutt’ora ricoverato in ospedale con traumi di vario tipo.

Il corteo à partito da Piazza Dalmazia, dove il 13 dicembre scorso, nella strage razzista, furono uccisi Mor Diop e Samb Modou, per mano del militante di Casa Pound  Gianluca Casseri.

Alla manifestazione hanno partecipato varie realtà antirazziste fiorentine, l’Assemblea dei rifugiati politici somali, eritrei ed etiopi, la Comunità senegalese, il Movimento di lotta per la casa e i centri sociali.

Molti erano gli stricsioni con su scritto: «L’immigrazione non è un reato. Basta morti in questura» Le comunità migranti presenti al corteo chiedevano unità,  diritti di  cittadinanza e la fine di ogni tipo di violenza.

Tante le bandiere presenti, molte NO TAV in solidarietà con la Val di Susa. Una grande bandiera della Somalia  ha aperto il corteo.

La manifestazione si è conclusa in piazza Santa Maria Novella, dove si sono susseguiti gli interventi.

Pape Diaw portavoce della comunità senegalese è intervenuto dicendo: “dopo quasi tre mesi dalla strage di Piazza Dalmazia siamo ancora qui. la politica non ha fatto niente ed è stata latitante sui temi del razzismo.

Lorenzo Bargellini del Movimento di lotta per la casa: “Dopo l’omicidio di Samb e Diop, il razzismo in questa città non si è fermato, lo dimostrano le ultime aggressioni contro i richiedenti asilo somali, Non si ricorda in questa città, a memoria d’uomo, un periodo altrettanto nero per quanto riguarda le violazioni del rispetto dell’altro e del diverso”.

La Firenze antirazzista deve rispondere.

Uniti contro il razzismo! Con Samb e Diop nel cuore!

 

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