Sciopero generale… …8 ore non bastano!

aggiornamenti!…Uniti contro la crisi, uniti per l’alternativa!

Cronaca multimediale dalla giornata di Sciopero Generale

La nuova manovra economica, emanata dal governo in modo da permettere ad ogni socio della maggioranza di cantar vittoria, conferma e rafforza l’eliminazione attraverso i tagli e le privatizzazioni della stessa idea di stato sociale.
I continui mercanteggiamenti sulla manovra mandano un messaggio confuso e restano vaghi, l’ultima manovra è durata meno di un giorno, sono bastate dodici ore perché la maggioranza facesse marcia indietro oltretutto non c’é alcuna misura di rilancio dell’economia, essa non viene reinvestita in alcun processo produttivo, ma si alimenta la rendita e la speculazione.
La manovra rimane ingiusta e le ultime decisioni sul contributo di solidarietà ne accentuano il carattere di provocazione sociale e peggiora la condizione dei lavoratori in modo insopportabile, con la cancellazione del contratto nazionale e i diritti sul lavoro si mettono lavoratrici e lavoratori sotto ricatto continuando a marciare sulla precarietà che tutti dicevano di voler combattere; si colpisce ancora una volta chi lavora, per tagliare la sovrattassa sui redditi superiori a 150 mila euro si costringe la maggioranza delle persone a lavorare anni in più con il messaggio che emerge dalle misure sulle pensioni e il ricatto della laurea e del militare; ecco perché la comunità in resistenza di Empoli sostiene e parteciperà allo sciopero generale del 6 settembre, per dimostrare la sua indignazione e la sua rabbia contro il tentativo di utilizzare la crisi per colpire ancore una volta i ceti popolari, i salari, le pensioni, i servizi sociali, i diritti dei lavoratori.
Dobbiamo sapere perché scendiamo nelle strade e farlo sapere a molti altri: che anche questa volta pagheranno la crisi che le caste non pagano mai nonostante gli stipendi milionari, che si sentono dire che le pensioni non verranno toccate e ci privano di un diritto acquisito e pagato come quello del riscatto degli anni di università.
Chiediamo che l’economia sia improntata su un giusto sistema di redistribuzione equa della ricchezza, vogliamo una società ecologica e rinnovabile che tuteli i beni comuni e che promuova un reddito di cittadinanza, riscriviamo nuove possibili forme di uscita dalla crisi, resistiamo al saccheggio

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