Ecco una storia da raccontare ai bambini:

C’era una volta un sindaco piccolo piccolo, così piccolo che non si riusciva quasi a vederlo, tanto era piccolissimo. i suoi amici di partito, che da anni esercitavano il loro potere su una cittadina italiana non meglio specificata, erano anch’essi piccoli piccoli, talmente piccoli che erano anche più piccoli del sindaco.
Nella ridente cittadina non meglio specificata, era cresciuto, alimentato dall’impegno delle donne e degli uomini, un grande albero. un albero gigantesco e particolare, quest’albero infatti si alimentava delle idee e dei sogni di chi lo curava, e visto che le idee e i sogni non mancavanoe anzi ce n’erano in abbondanza, l’albero era divenuto enorme, era l’abero della libertà, era l’albero che le persone comuni, avevano fatto crescere con impegno e fatica.
Immaginatevi quindi l’effetto che poteva avere quest’albero enorme, quest’albero che rappresentava l’unione delle persone vere fuori dalle logiche dei piccolissimi amministratori della ridente cittadina non meglio specificata, immagenatevi la sensazione di impotenza che poteva produrre su questi esserini piccoli piccoli la grandezza gloriosa di quest’albero che si nutriva e cresceva grazie alle idee delle persone comuni. le stesse idee che questi piccolissimi amministratori volevano sradicare dal proprio territorio.
Avvene così che i piccolissimi si misero in combutta. Dimostrando tutta la loro infamia essi tutti uniti decisero che era ora di sradicare l’albero.
lo decisero di nascosto senza che nessuno lo venisse a sapere, perchè questi esserini, nonostante fossero stati piccolissimi, credevano che il territorio che amministravano fosse una loro proprietà, i piccolissimi avevano dimenticato che rappresentavano le persone vere e che queste persone erano immensamente più grandi di loro, in quanto erano la rappresentazione viva che gli alberi crescono se curati dalle persone e non dai piccolissimi.
gli abitanti dell’albero si infuriarono non appena vennero a sapere che i piccolissimi erano in combutta e volevano sradicare l’albero.
si organizzarono e cercarono di stabilire un dialogo con i piccolissimi. questi però non ne volevano sapere e si ostivano a restarsene chiusi dentro ai loro palazzi barricati e sempre più convinti che il loro mestiere non fosse quello di rappresentare, bensì fosse quello di spadroneggiare a loro piacimento.
bene, il continuo della storia adesso sta a noi scriverlo ma una cosa è certa in tutto questo:
L’albero, nonostante la minaccia dei piccolissimissimi sta continuando a crescere, alimentato dalle idee di tutti noi e i piccolissimi continuano a rimpicciolirsi, a dimostrarsi incapaci di tutto tanto sono piccoli. li abbiamo visti diventare minuscoli quasi scomparire. li vediamo ogni giorno strisciare verso le loro poltrone, minuscoli rappresentanti che non rappresentano più niente.
DIVENTERETE COSÌ PICCOLI CHE VI SCHIACCEREMO SENZA NEANCHE ACCORGERCENE.
fin, saluti francesi.
di Zucca Carbassa Jr.

Share and Enjoy:
  • Print
  • Digg
  • StumbleUpon
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks