IL CSA INTIFADA NON SI TOCCA!!!!

Mafalda“Giovedi 19 settembre l’assessore all’urbanistica di Empoli, Franco Mori, verrà all’Intifada per parlare della vicenda della variazione del regolamento urbanistico che riguarda il Centro Sociale di Ponte a Elsa. Siccome il nostro modo agire e di fare le cose è caratterizzato dalla massima trasparenza, ed inoltre consideriamo l’esperienza dell’Intifada come un riferimento importante per tanti e tante nella nostra città, abbiamo deciso che trasmetteremo l’incontro in diretta streaming sul nostro sito www.csaintifada.org/ dalle ore 21:30.

 
 
Ci teniamo a chiarire una cosa. Non lo abbiamo invitato noi l’assessore Mori, ma è venuta da parte sua la richiesta di incontrarci. Intravediamo in questo suo atteggiamento una volontà a riaprire un dialogo tra l’amministrazione comunale e la Comunità in Resistenza; quel dialogo che durava da più di 20 anni e che nello scorso gennaio era stato interrotto in maniera unilaterale da parte dell’attuale giunta, quando fece schierare il reparto celere di fronte al Comune per impedire l’accesso a un centinaio di attivisti e simpatizzanti dell’Intifada che volevano assistere alla seduta del consiglio comunale in cui si discuteva questa vicenda che ci riguarda direttamente.
 
 
La lettura che avevamo dato allora, rispetto all’atteggiamento messo in campo dall’amministrazione comunale, era che da una parte dell’attuale classe dirigente era in atto un’operazione volta ad attaccare l’esperienza di dissenso e di alternativa che rappresenta il Centro Sociale nella nostra città. Lanciammo la campagna ‘Non ci provate!’ che ha portato centinaia di amici e simpatizzanti del nostro territorio a metterci la propria faccia in sostegno all’Intifada, e ci ha fatto giungere attestati di solidarietà da parte di tante realtà sociali italiane e latinoamericane, oltre che da artisti come Paolo Rossi o Ascanio Celestini; da allora abbiamo detto in maniera molto chiara che avremmo difeso il nostro spazio, e soprattutto l’insieme delle relazioni e delle progettualità che lo rendono vivo e a cui abbiamo dato il nome di Comunità in Resistenza, fino alle ultime conseguenze.
 
 
Oggi, la proposta dell’assessore Mori di venire a parlare con noi, così come le affermazioni di membri del PD che nel consiglio comunale del 24 aprile dissero che da parte loro non c’è nessuna intenzione di agire con uno sgombero forzato nei confronti dell’Intifada, le consideriamo come una volontà di apertura da parte dell’amministrazione comunale, che pongono le basi per riallacciare un confronto sulla vicenda. Con questo, non ci dimentichiamo che sono la stessa giunta comunale e lo stesso assessore Mori i responsabili della variazione del regolamento urbanistico che vuole mettere in discussione l’Intifada, e che tale variazione non è stata ancora tolta. Quello che vogliamo dire è che le loro reali intenzioni non ci sono ancora chiare: se dal punto di vista del discorso pubblico i consiglieri del PD hanno detto di non aver nessuna intenzione di attaccare l’esperienza dell’Intifada, dal punto di vista tecnico e legale stanno preparando il terreno per rendere questo attacco possibile in un futuro, magari quando ci sarà un’altra giunta a governare. Questo ci convince ancora di più che la partita non è chiusa e che probabilmente non si chiuderà certo il prossimo giovedi; ma che tuttora ed in futuro dobbiamo mantenere alta la guardia per la difesa del Centro Sociale, e questo non può essere fatto se non rafforzando e moltiplicando ancora di più le numerose attività e progettualità che rendono vivo quello spazio; quella cooperazione sociale tra tanti e tante che ha trasformato un luogo, che 25 anni fa era vuoto ed addandonato al degrado, in un bene comune per la città, uno spazio cioè dove si producono socialità, mutualismo e pratiche concrete di alternativa.
 
 
Noi siamo sempre disponibili a dialogare e a confrontarsi, anche con chi ha pensato di cancellare la nostra esperienza con un colpo di pennarrello sulla mappa. Il nostro atteggiamento non è stato per niente ambiguo in questi mesi; lo abbiamo detto da subito agli amministratori, ed in maniera molto chiara, quale sono le nostre intenzioni, sintetizzate nel nome che abbiamo dato alla campagna di difesa dellIntifada: Non ci provate! Non abbiamo riconosciuto la stessa chiarezza e trasparenza nell’atteggiamento avuto da parte loro nei nostri confronti. Quindi, aspettiamo di sentire cosa verrà a dirci l’assessore Mori il prossimo giovedi.
 
 
Per il momento, invitiamo tutti e tutte a seguire l’incontro in streaming, e ribadiamo ancora una volta che i Centri Sociali sono spazi di libertà! E che se toccano uno, toccano tutti!”.


Comunità in Resistenza-CSA Intifada Empoli
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