25 novembre 2013, giornata internazionale contro la violenza sulle donne: Una donna uccisa ogni due giorni non è una questione di ordine pubblico, ma una ferita aperta nella società civile.

1476844_10152074910664252_233436409_n Empoli – 25 novembre in piazza contro il femminicidio e la legge 119 Non in mio nome!

La Comunità in Resistenza di Empoli, aderisce alla giornata contro la violenza sulle donne, del 25 novembre. Diamo appuntamento davanti alla stazione di Empoli alle 18:30.

 

Geloso ha ucciso l’amante”, “Abbandonato ha ucciso l’ex moglie”, “Deluso ha ucciso la compagna”, “Delitto passionale”, “Delitto d’amore”, “Rapporto d’amore morboso”.

 

Ogni FEMMINICIDIO è etichettato quale raptus, cercando una sorta di giustificazione, a dire che in fondo “era un bravo ragazzo”, senza volere scoprire le cause che lo hanno originato.

Cause che possiamo ritrovare nella cultura nazionalista, sessista, razzista, in cui siamo immerse: che porta a uccidere perché “o mia o di nessuno”.

Nei primi sei mesi del 2013 sono state uccise 81 donne, di cui il 75% nel contesto familiare o affettivo.

 

Il 15 ottobre il governo ha approvato il decreto legge 119, che tratta anche di violenza sulle donne, ma che è impantanato in una logica emergenziale volta a chetare un clima di “allarme sociale” e a innescare “azioni straordinarie” di prevenzione.

Tutto il decreto si muove nello spazio dello scandalo e dell’eccezionalità muovendosi in direzione contraria rispetto al riconoscimento della quotidianità della violenza e alla necessità di forme di educazione e socializzazione che la riconoscano e la contrastino.

Non è un caso, dunque, che la soluzione proposta si concentri unicamente sul rafforzamento di misure punitive individuali.

Di fatto, la violenza di genere viene trattata come qualunque violenza criminale – in perfetta assonanza con lo stile di cronaca attraverso cui viene comunicata dai media.

La dinamica del raptus omicida si presenta come lo schema fisso in cui le donne sono trattate unicamente come l’oggetto e non come il soggetto della questione. La violenza, infatti, viene considerata come un problema di sicurezza e non di privazione della libertà, non tenendo conto degli ambiti strettamente connessi al femminicidio.

 

Violenza sulle donne è anche quella economica: la generale diffusione di forme di lavoro “deboli” come quello precario, che non comportano garanzie di diritti e la riduzione dei salari alle donne, mediamente pagate il 30% in meno dei loro colleghi maschi.

La combinazione di questi fattori porta alla dipendenza economica e sul piano pratico costituisce un’arma in più nelle mani di un marito, fidanzato, compagno violento per tenere ancorata a sé la propria vittima (“Ti sbatto fuori di casa!”) e avere un potere ulteriore su di lei.

 

Violenza sulle donne è anche quando si nega un’ educazione sessuale effettiva, metodi contraccettivi facili e rapidamente disponibili per tutti/e (basti pensare al rifiuto di prescrivere la “pillola del giorno dopo” o all’obiezione di coscienza per i farmacisti), il diritto ad un aborto sicuro.

 

Violenza sulle donne è anche quella che subiscono le migranti: quelle che si vedono costrette ad esercitare la prostituzione, quelle che subiscono in ambiente domestico e quelle violentate da parte dei poliziotti, nei CIE, autentici lager della democrazia, dove spesso vengono stuprate e picchiate se osano ribellarsi.

 

Occorrono, e con urgenza, finanziamenti ai centri antiviolenza, iniziative di sensibilizzazione e prevenzione che favoriscano la percezione delle donne non come vittime e soggetti deboli bisognosi di tutele, ma persone da sostenere contro antiche imposizioni patriarcali, in grado di autodeterminarsi e scegliere liberamente il proprio modo di vivere. 

 

Ci troverete lunedi 25 novembre davanti alla stazione di Empoli alle ore 18:30 per dare un segnale chiaro e ribadire che solo una cultura antirazzista, antifascista e non sessista può produrre un nuovo modo di pensare e vivere le relazioni fra i sessi.

Portiamo TUTT@ qualcosa di ROSSO.

Comunità in Resistenza Empoli

locandina

 

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