Comune di Empoli ha approvato l’Ordine del giorno di condanna dei bombardamenti della Turchia contro la città di Afrin

Il CSA Intifada/Comunità in Resistenza e i Cobas empolese-valdelsa esprimo no piena soddisfazione per il voto unanime espresso ieri sera dal Consiglio comunale di Empoli a favore dell’ordine del giorno di condanna ai bombardamenti dell’ esercito turco contro l’enclave di Afrin presentato dalla consigliera Samuela Marconcini del gruppo consiliare Fabrica comune per la sinistra.
Crediamo che la netta presa di posizione di condanna nei confronti della Turchia da parte del Consiglio comunale di Empoli (uno dei primi in Italia a condannare l’escalation della Turchia) possa rappresentare un esempio importante per gli altri comuni del circondario e di quelli italiani. Al fianco dell’ eroica resistenza del popolo curdo sosteniamo l’ esperienza del confederalismo democratico della Rojava Stop ai bombardamenti su Afrin.

Il CSA Intifada/Comunità in Resistenza
Cobas empolese valdelsa

di seguito l’ordine del giorno approvato

Empoli, 31 gennaio 2018
Al presidente del consiglio comunale di Empoli
Alla Sindaca

Oggetto: Ordine del giorno di condanna dei bombardamenti della Turchia contro la città di Afrin

PREMESSO CHE
il 30 marzo 2015 il consiglio comunale di Empoli approvò l’ordine del giorno presentato dalla sindaca Brenda Barnini avente ad oggetto “Patti di Amicizia con Municipalità Kurde dell’Autonomia Democratica del Rojava, Municipalità di Kobane-Siria e Suruç-Turchia”;

il 6 maggio del 2015 si svolse in comune un incontro tra il vicesindaco Mori e Orhan Şansal, co-sindaco della Municipalità curda di Suruç, cittadina al confine turco-siriano, Faruk Tatli, coordinatore Dell’unità di crisi per Kobane (Municipalità di Suruç) e Alican Yildiz, presidente dell’associazione Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia Onlus, con l’intento di dar vita a un reciproco scambio di esperienze socio-culturali che favoriscano la diffusione di una cultura di rispetto e di pace per l’autodeterminazione dei popoli;

CONSIDERANDO CHE
nel 2014, a seguito dell’avanzata del fondamentalismo islamico, lo Stato Islamico (ISIS) è arrivato ad occupare circa un terzo dell’intero territorio siriano, tra cui il cosiddetto kurdistan siriano ed i governatorati di Raqqa e Deir el-Zor;

nel 2015 la sconfitta nella battaglia della città curda di Kobane ha permesso l’arresto dell’avanzata dell Isis;

le unità di difesa popolare degli YPG e YPJ, inquadrate nell’alleanza curdo-araba (SDF) sostenuta dagli Stati Uniti e parte integrante nella coalizione internazionale anti-terrorismo islamico, sono state fondamentali nella resistenza al terrore dello Stato Islamico, contribuendo alla liberazione dal Califfato delle città di Aleppo, Raqqa e dell’interno nord della Siria;

a seguito della sconfitta dell Isis, ad Afrin e negli altri cantoni della regione del Rojava convivono oggi pacificamente curdi, arabi e cristiani in un innovativo e moderno sistema di democrazia partecipata, paritaria e di uguaglianza tra i sessi;

le SDF curdo-arabe non hanno mai minacciato né attaccato i confini turchi;

PRESO ATTO CHE
lo scorso 20 gennaio la Turchia con l’offensiva militare beffardamente denominata Ramoscello D’ulivo, ha violato la sovranità territoriale siriana, attaccando senza alcuna motivazione e giustificazione il cantone curdo di Afrin nel nord ovest della Siria;

già nell’estate 2016 la Turchia aveva lanciato nel nord della Siria l’operazione militare denominata Scudo sull Eufrate, con la scusa di combattere Daesh, ma con il preciso obiettivo di dividere i territori del Rojava curdo;

l’offensiva militare turca, effettuata mediante attacchi di terra e raid aerei, ha già causato decine di vittime anche tra la popolazione civile, non risparmiando neppure il campo profughi di Rubar, ospitante oltre 20.000 rifugiati provenienti dal resto della Siria;

il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato di voler estendere l’offensiva militare a tutto il territorio abitato dai curdi nel nord della Siria;
l’aggressione militare della Turchia rappresenta un vero e proprio crimine contro l’umanità e si sta compiendo nel pressoché totale silenzio della Comunità Internazionale, mentre è a rischio l’incolumità e la sicurezza di decine di migliaia di civili e di rifugiati;

questa aggressione militare va ad aggiungersi alle distruzioni delle città curde in Turchia, al massacro di centinaia di civili, alla destituzione e all’arresto di numerosi altri Sindaci ed eletti locali in atto a partire dal 2015;

SI IMPEGNA LA GIUNTA

ad esprimere solidarietà alla confederazione democratica del Rojava che rischia di essere cancellata dall’esercito turco;

a presentare formale protesta all’ambasciatore turco Murat Salim Esenli per l’aggressione ingiustificata contro il cantone curdosiriano di Afrin;

a chiedere al Governo Italiano di impegnarsi a promuovere in tutte le sedi istituzionali opportune con particolare riferimento all’Unione Europea, al Consiglio di Europa e alla Nato la ferma condanna di quanto avvenuto e l’attivazione di tutti gli atti politici necessari per tutelare la popolazione del Rojava e il rispetto delle libertà democratiche.

Per il gruppo consiliare
Fabrica Comune per la Sinistra

 

 

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