NO AL DL SALVINI

Sabato 2 febbraio alle ore 20.30 al Centro sociale Intifada di Ponte a Elsa, cena di solidarietà per sostenere l’esperienza di accoglienza profughi portata avanti a Vicofaro (Pt) da don Massimo Biancalani e dalla sua comunità.
Come diceva Bertolt Brecht, quando l’ingiustizia diventa legge la resistenza, la disobbedienza diventano un dovere.
L’accoglienza, la solidarietà, il diritto sono principi fondamentali che vanno al di là di tutte le leggi. Nell’Italia degli ultimi anni invece la classe dirigente ha lavorato alacremente per smantellarli, tentando di scatenare una guerra fra poveri per poter mantenere indisturbata il potere. L’insicurezza sociale non è causata, come stanno tentando di farci credere, dai migranti ma da chi detiene il potere e vuole mantenerlo, da chi sceglie di spendere i soldi pubblici per pagarsi stipendi miliardari, nelle spese militari e in opere pubbliche dannose inutili e dispendiose. Il lavoro, la casa, la salute, la cultura sono un diritto di tutti. Stiamo assistendo alla criminalizzazione della povertà e a quella di quanti a questa si oppongono. Il Daspo urbano, applicato ad Empoli e Castelfiorentino ne è un esempio lampante prevedendo l’allontanamento dal paese per chi chiede l’elemosina o vende un paio di calzini, attività ormai ritenute gravi reati. Così, mentre affaristi senza scrupoli, che si sono arricchiti pubblicamente sulla pelle dei migranti, i mafiosi latitanti e i maggiori evasori fiscali continuano indisturbati i loro traffici, chi tenta di far rispettare l’accoglienza, la solidarietà ed i diritti viene perseguito dalle leggi e dalle forze dell’ordine. Ovviamente noi non ci stiamo.
Chiediamo verità e giustizia sulla morte del cittadino Arafet Arfaoui, morto a Empoli in un money transfert durante un controllo della polizia. Se invece di essere di origine tunisina fosse stato un empolese DOC, sarebbe successa la stessa cosa?
Siamo solidali con la nave Mediterranea, che, quando le leggi hanno vietato di salvare i migranti in fuga dall’inferno della Libia, è salpata e sta effettuando nel Mediterraneo operazioni di monitoraggio e salvataggio.
Siamo a fianco di Mimmo Lucano, il Sindaco di Riace, che ha accolto più di 6mila richidenti asilo ridando vita al suo piccolo borgo spopolato dall’emigrazione, posto agli arresti domiciliari nello scorso ottobre con l’accusa di istigazione all’immigrazione clandestina.
Chiediamo che i Sindaci della zona facciano quanto Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli che sta continuando a garantire ai richiedenti asilo la possibilità dell’iscrizione anagrafica e dei servizi ad essa legati nonostante il Decreto Salvini.
Il Decreto Salvini sulla sicurezza ha reso l’accoglienza sempre più complicata in quanto chi ha ricevuto il permesso di soggiorno per motivi umanitari, dopo valutazione di una Commissione che ha ritenuto il rientro nel territorio di provenienza come pericoloso per la sua vita, rischia di non vederselo più rinnovare e di diventare irregolare, invisibile, ma non solo, può vedersi sbattere fuori dai centri di accoglienza senza essere stato preparato in alcun modo ad un inserimento nella società. Gli sgomberi sono già cominciati in varie parti d’Italia.
E’ anche per questo che invitiamo tutti e tutte alla cena sociale per sostenere l’esperienza di Don Biancalani. Un sacerdote che nella sua comunità fa quello che dovrebbero fare tutti i suoi colleghi: accoglie. Anche se viene minacciato da squadracce fasciste durante una Messa o si vede piombare in parrocchia una cinquantina di forze dell’ordine a cercare inesistenti irregolarità o riceve un’ordinanza del Sindaco di Pistoia che gli intima di farla finita. Non si lascia intimidire e procede per la sua strada.
Comunità in Resistenza-Centro Sociale Intifada
Cobas Empoli Valdelsa

Share and Enjoy:
  • Print
  • Digg
  • StumbleUpon
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks