Empoli – Il 3 luglio in Val di Susa c’eravamo tutt@

Esprimiamo la nostra solidarietà e complicità alle decine di manifestanti e attivisti No Tav, vittime dell’operazione di polizia ordinata dalla procura di Torino. Il risultato di questo vero e proprio rastrellamento è stato di 26 fermi, 15 obblighi di dimora e 1 divieto di dimora a Torino.

Compagni e fratelli che il 3 luglio erano lì insieme a noi, presi nel mucchio come capro espiatorio ed etichettati subito come criminali, nel tentativo di delegittimare e criminalizzare non solo il Movimento No Tav, ma tutti coloro che dissentono e provano a ribellarsi.

Una risposta repressiva a quelle istanze che vengono dal basso, che parlano di difesa dei beni comuni, del territorio, dell’ambiente, della democrazia.

Quel giorno, oltre 60 mila persone sono arrivate in Val di Susa per manifestare insieme alla Comunità locale che resiste e lotta per la difesa della propria terra contro un’opera inutile e dannosa.

Tutt* insieme abbiamo condiviso la pratica dell’assedio al non-cantiere, provando da più parti ad avvicinarci alle recinzioni, cercando di tagliarle e riuscire così a riprenderci quella “libera repubblica della Maddalena” dalla quale i valsusini erano stati cacciati militarmente qualche giorno prima.

C’eravamo tutt*, non è un modo per mostrare una solidarietà fittizia ma la nostra complicità. Eravamo in tant* a resistere al fianco dei fratelli No Tav e al fianco dei compagni di tutta Italia.

Nessuno di noi dimentica la discesa per quei piccoli sentieri di montagna, il tentativo di avvicinarsi al non-cantiere, la risposta dura delle forze del (dis)ordine, puntuale, spropositata, violenta.

A nessuno fu permesso di avvicinarsi alle prime reti, di uscire dal bosco in modo pacifico: cariche, gas lacrimogeni cs in quantità industriale sparati ad altezza uomo, idranti, proiettili di gomma…e pietre.

A tutto questo si sono aggiunti i sequestri e le torture, denunciate anche dal nostro fratello Fabiano, pestato e abbandonato sotto il sole cocente per ore, con gli agenti che ne impedivano i soccorsi. Ci siamo difesi, insieme a tanti e diversi, un giorno intero di battaglia tutta intorno al cantiere, con molti compagni feriti anche in modo gravissimo.

Non siamo riusciti a riprenderci La Maddalena, ma abbiamo resistito in maniera quasi eroica, non indietreggiando di un passo. Siamo partiti e tornati tutti insieme!

Basta con la criminalizzazione del movimento NO TAV che si batte contro la speculazione dei soliti noti.

Basta con le privatizzazioni e il saccheggio dei beni comuni. In Italia abbiamo bisogno di DEMOCRAZIA, non di opere inutili come la Tav e di un governo di banchieri.

SIAMO TUTT@ NO TAV!

LIBERI TUTTI LIBERI SUBITO!

LIBERTA’ PER LA VAL DI SUSA!

COMUNITA’ IN RESISTENZA EMPOLI

 

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