Archivio mensile:ottobre 2017

Il Csa Intifada al festival CompArte in sostegno alla lotta zapatista

 

 

 

Il Csa Intifada sarà presente al primo festival italiano CompArte per l’umanità, un festival di culture, musiche e arti in sostegno della lotta zapatista che si svolgerà a Brescia il 20/ 21 ottobre presso lo storico centro sociale magazzino 47, il csa intifada darà il proprio contributo artististico con la presenza del Laboratorio Hip Hop Urban Being che salirà sul palco sabato 21 insieme agli Assalti frontali e a molti artisti italiani per esprimere ancora una volta il sostegno alla lotta zapatista.
Il primo festival italiano compArte nasce dalla volontà di tante associazioni che in questi anni hanno sostenuto e sostengono l’esperienza zapatista in Chiapas con l’intento di rilanciare la solidarietà zapatista e discutere su come dopo 23 anni dall’insurrezione il messaggio degli zapatisti sia ancora attuale e presente, nonostante il silenzio mediatico.
Il csa intifada fin dal lontano 1996 ha promosso campagne di sostegno agli zapatisti, con progetti concreti come la costruzione di una scuola a Oventik e coinvolgendo a più riprese la regione toscana , e il comune di Empoli firmatario di un patto di amicizia con la municipalità autonoma di San juan de la libertad. Con la partecipazione a questo importante festival nazionale rinnoviamo la solidarietà agli zapatisti, sostegno che rilanceremo nel nostro territorio con iniziative concerti e dibattiti.

ComunitàinResistenza/CsaIntifada

Un “CompArte” italiano

“Che le scienze e le arti rappresentano ormai l’unica opportunità seria di costruzione di un mondo più giusto e razionale.”

programma
20 ottobre

Ore 19.00 Presentazione libro subcomandante Galeano “Habrà una Vez”
Ore 20.30 cena a sostegno dell’autonomia zapatista
Ore 22.00 Proiezione documentario “El secreto de la belleza
Pueblos en defensa de la Tierra”
Ore 23.00 Musica – Nottata di Cumbia con:
Los3Saltos (Cumbia y Power-Folk-Murguero)
https://www.facebook.com/pg/Los3saltos/about/?ref=page_internal
Frente Tropical Romano
https://www.facebook.com/frentecumbieroromano/

Ingresso a sottoscrizione

21 Ottobre

Ore 14.30 letture e animazione per bambini
Ore 15.00 Apertura del CompArte, festival delle arti dal basso.
Artisti e artiste dal vivo all’opera a sostegno della rebeldia
zapatista.
Ore 17.15 Proiezione documentario “Zapatismo e Rivoluzione, 23 anni di un sogno fatto di Realtà” di 20ZLN
Ore 18.00 Incontro/dibattito “Il Messico e le elezioni 2018”
Ore 20.00 cena
Ore 21.00 riffa con in palio le opere artistiche e le foto offerte da solidali.
Il ricavato andrà a supportare l’autonomia zapatista
Ore 22.30 Rap per EZLN con Assalti Frontali
https://www.facebook.com/ASSALTI-FRONTALI-OFFICIAL-PAGE-20…/
Signor K –
https://www.facebook.com/akasignork/
Laboratorio Hip Hop Urban Being del CSA Intifada di Empoli
Decolonize America – Water is Life
https://www.facebook.com/events/714460725415547/

Ingresso a sottoscrizione

Tutti e due i giorni al CSA Magazzino mostra “I Colori della terra” –https://www.facebook.com/events/274584299696484
Mostra d’opere d’arte zapatista dal Chiapas in Messico
Banchetti informativi di collettivi e associazioni solidali.

Cucina, mostre fotografiche, bar.

Un “CompArte” italiano

“Che le scienze e le arti rappresentano ormai l’unica opportunità seria di costruzione di un mondo più giusto e razionale.”

In supporto alla lotta zapatista che da oltre 20 anni costruisce autonomia e alternativa al sistema capitalista il 20 e 21 ottobre sarà, anche in Italia, CompArte, una due giorni di arte e cultura nel segno di ribellioni e resistenza.
Arti e cultura per tessere trame comuni di costruzione di un mondo diverso, lontano dalla devastazione neoliberale di scuola e università e dalla privatizzazione di tutto.

Una due giorni di musica, esposizioni, disegni, proiezioni, teatro, ecc ecc. dove la narrazione dell’altro mondo, quello dal basso, sia fatta con ogni forma d’arte possibile.

Arte, cultura e umanità contro il capitalismo e i suoi muri. Ogni persona deve essere libera di scegliere dove e come vivere. Ci inoriddisce che i migranti in ogni angolo del mondo subiscano razzismi. I muri possono essere fisici. Possono essere legislativi. Possono essere alzati da ogni singola persona che alimenta xenofobia e orgogli nazionalisti. Il mondo che vogliamo è senza muri, senza confini, senza capitalismo. Le arti sono rizomatiche, e non guardano i fogli di carta per toccare il cuore di chi ne gode.

Il 21 ottobre chiuderemo la due giorni con un grande concerto preceduto da un lotteria solidale dove in premio saranno distribuito le opere realizzate da artiste e artisti per l’occasione.

IL CORDOGLIO NON E’ SUFFICIENTE – Comunicato stampa

BASTA MORTI SUL LAVORO!
Ieri ennesimo incidente mortale sul lavoro, questa volta nel nostro comprensorio. Non ci accodiamo alla inutile retorica che spesso segue questi tragici eventi, a volte addirittura da parte di chi ha contribuito
all’imbarbarimento del mondo del lavoro.
Chi ha tolto risorse a chi deve controllare, chi ha creato differenze di diritto tra generazioni, tra lavoratori interni ed in appalto, chi insomma ha reso sempre più precario e inevitabilmente più pericoloso lavorare.
Esprimiamo le più sentite condoglianze ai familiari di Guerino Elia che a soli quarantasei anni lascia la moglie e tre figli.

La 67ª GIORNATA NAZIONALE PER LE VITTIME DEL LAVORO arriva pochi giorni dopo l’ennesimo infortunio sul lavoro che ha colpito il nostro territorio. E una occasione per aprire alcune riflessioni su questo tema e per non relegare la morte di Guerino Elia (46 anni) a mero elemento statistico, utile a certificare soltanto la costante crescita infortunistica del 2017 (+5,2% il dato più alto degli ultimi 25 anni).
Partiamo allora dalla lettura più immediata e semplicistica che viene data a questo fenomeno, quella ciò di un aumento correlato a quello occupazionale. Dato molto parziale se si omette la verifica più importante: le morti sul posto di lavoro per ogni milione di occupati. Nei primi sette mesi del 2016 (dati Osservatorio sicurezza sul lavoro Vega Engineering), le morti erano 18,6 per ogni milione di lavoratori. Nello stesso periodo di quest’anno sono salite a 19,2. Questo significa che gli infortuni mortali crescono anche a prescindere dalla ripresa, vera o fasulla che sia. Un altro elemento significativo è la stessa Inail a fornircelo: l’età sempre più avanzata per effetto delle riforme pensionistiche. Quest’anno gli over 60 hanno subìto duemila infortuni in più e il 2% in più di morti sul lavoro. Non occorre essere grandi esperti sul tema per capire che con l’aumento dell’età lavorativa, i riflessi e la lucidità diminuiscono e i rischi aumentano. Altro elemento che denunciamo da sempre è quellao relativo ai controlli da parte degli Organismi di Vigilanza: sempre più ridotti e spesso “annunciati”. A tutto questo occorre aggiungere la condizione di ricattabilità accresciuta dal Jobs Act, denunciata da molti lavoratori che si occupano della sicurezza e messi nella condizione di non poter operare attraverso ricatti più o meno velati. Nei mesi scorsi abbiamo proposto l’adozione nell’empolese valdelsa di un nuovo protocollo sugli appalti, mettendo in evidenza i rischi connessi al modello del massimo ribasso e ai conseguenti tagli di paghe e sicurezza. Purtroppo le risposte sono state insufficienti o, come accaduto pochi giorni fa per una analoga richiesta fatta al comune di Castelfiorentino, improntate alla più assoluta indifferenza.
Per finire, vorremmo porre l’accento sulla necessità di un ente pubblico in grado di registrare la totalità degli infortunati, e non solo quelli iscritti all’Inail. Occorre cioè arrivare ad un riconoscimento di quel 35-40% non iscritto all’Inail o in nero. L’esempio più lampante sono i pensionati schiacciati dai trattori in campagna. Sono già 105 dall’inizio dell’anno, ma ufficialmente inesistenti.
Non vogliamo entrare nel merito di quello che è successo giovedì nel capannone della Unilabel, ci penseranno le inchieste dell’ ASL e della magistratura. Vogliamo però ricordare un passaggio del nostro libro “La morte operaia non costituisce reato”: “Un tempo li chiamavano omicidi bianchi per evidenziare che quando si muore sul lavoro non c’è fatalità o casualità che tenga. Si muore perchè il lavoro è ridotto a pura variabile d’ impresa, perchè il profitto, il culto del mercato e del successo economico sono assunti come principi cardine della società”.

Cobas Empoli-Valdelsa aderente alla Confederazione Cobas del Lavoro privato
Comunità in Resistenza/CSA Intifada