Sabato 4 maggio. Da Empoli a Pisa in solidarietà allo Spazio Antagonista Newroz.

 strisiconeLa scorsa domenica è stato incendiato lo Spazio Antagonista Newroz, a Pisa. I danni sono ingenti, ma lo stabile non è andato distrutto. La matrice è dolosa, sono state distrutte delle cose, è stato poi appiccato il fuoco, ma non è stato rubato niente, se non delle bandiere antifasciste.

Gli attivisti pisani non sanno ancora chi è stato, anche se è evidente che si tratta di un’intimidazione, di un atto politico contro un’importante luogo di socialità e di lotta che da 14 anni è attivo nella città di Pisa. Solo nelle ultime settimane, alcuni dei collettivi del Newroz avevano promosso iniziative di occupazione di case, alberghi o strutture universitarie abbandonati, per dare una risposta concreta alle esigenze abitative di famiglie e studenti fuori sede.

Da parte di tutti i collettivi e di tutti gli attivisti e le attiviste della Comunità in Resistenza di Empoli esprimiamo la nostra solidarietà ed il sostegno allo Spazio Antagonista Newroz. Il vile atto intimidatorio che ha colpito il loro edificio è un attacco e una provocazione contro tutte le esperienze dei Centri Sociali e dell’autogestione. Siamo convinti che non sono certo delle azioni infami di questo tipo a placare la volontà ed i desideri degli attivisti che si mettono in gioco in prima persona per costruire esperienze di alternativa contro la crisi e per un mondo migliore.

Per mostrare la nostra vicinanza agli attivisti pisani, e per mostrare a chi cerca invano di intimidirci che SE TOCCANO UNO TOCCANO TUTTI, sabato 4 maggio parteciperemo alla manifestazione a Pisa lanciata dallo Spazio Antagonista Newroz alla quale hanno già aderito decine di collettivi ed organizzazioni. 

GUAI A CHI TOCCA I CENTRI SOCIALI!

Comunità in Resistenza/Csa Intifada

Empoli – Primo maggio di lotta per le vie del centro

1 maggio empoli-1Gli attivisti della Comunità in Resistenza insieme a tanti altri cittadini erano in qualche centinaio a sfilare per le vie del centro. Un primo maggio ad Empoli che è stato una manifestazione in sostegno al Centro Sociale intifada che negli ultimi mesi è stato minacciato da una manovra della giunta comunale col nuovo Regolamento Urbanistico.

Ma soprattutto, il corteo del primo maggio ad Empoli è stato un’iniziativa di lotta contro la precarietà ed in difesa dei diritti. Gli attivisti hanno sanzionato un negozio della Benetton, azienda complice con il massacro delle lavoratrici del Bangladesh alcuni giorni fa. Davanti ad un’agenzia interinale è stato esposto uno striscione per il Reddito di cittadinanza.

Attraversata Piazza della Vittoria, in cui i sindacati confederali si sono fermati per il loro comizio, il corteo della Comunità in Resistenza è proseguito, con a seguito tante altre persone che si sono aggregate. Nel centro i manifestanti hanno poi chiuso simbolicamente alcuni negozi che nel giorno della festa dei lavoratori erano aperti, ribadendo il sostegno e la solidarietà a coloro che stavano lì lavorando, ma condannando quei padroni e quelle catene che mettono i loro profitti davanti ai diritti dei loro dipendenti.

Empoli – Primo maggio di lotta per le vie del centro

1 Maggio ad Empoli, corteo “Il Centro Sociale Intifada Non Si Tocca!”

 MafaldaLa Comunità in Resistenza lancia un corteo in difesa del Csa Intifada durante la manifestazione del primo maggio ad Empoli. 

L’appuntamento è alle ore 9:30 in piazza della stazione.

Di seguito il comunicato:

Anche quest’anno, come attivisti e collettivi della Comunità in Resistenzasaremopresenti al corteo del primo maggio ad Empoli. Saremo in piazza in tanti, colorati e rumorosi, per gridare forte che il “Centro Sociale Intifada non si tocca!”, e per ricordare a chi governa la città, se ancora non lo avessero capito, che dal nostro spazio di Ponte a Elsa non ce ne andiamo.

La vicenda la conosciamo tutti. Quella di un Regolamento Urbanistico adottato a gennaio, in cui si minaccia l’esperienza venticinquennale dell’Intifada. Una manovra realizzata quasi segretamente dai nostri amministratori, senza averci consultato e nemmeno informato. Il loro atteggiamento è stato ancora più evidente il 18 gennaio quando ci siamo mobilitati in 150 persone davanti al Comune e hanno fatto schierare le forze dell’ordine in tenuta antisommossa per impedirci di assistere al consiglio comunale in cui si votava il piano regolatore, fatto questo che non era mai successo nella storia della nostra città.

Da allora abbiamo lanciato la campagna “Non ci provate!” ed abbiamo ricevuto solidarietà da tanti che si sono stretti intorno a noi; tutto questo ci ha dato la consapevolezza che sarà davvero difficile che riescano a mandarci via dal nostro spazio. Sulla pagina facebook “Il Csa Intifada Non Si Tocca” sono consultabili le più di 300 foto di persone e di gruppi che esprimono sostegno alla nostra esperienza: tanti amici ed amiche di Empoli, intere classi di alcuni istituti superiori della zona, attivisti di centri sociali di tutta Italia o dal Messico, artisti come Paolo Rossi, Ascanio Celestini, o O’Zulù dei 99 posse. Alcune forze politiche locali si sono espresse sulla vicenda, chi come SEL con un comunicato di solidarietà, chi come il Movimento 5 Stelle che ha mostrato la volontà di discutere con noi ed affrontare la questione, chi come la Federazione della Sinistra che nei comuni di Empoli, Castelfiorentino e San Miniato ha presentato una mozione in consiglio comunale in difesa dell’Intifada. Con l’aiuto di tecnici urbanisti abbiamo consegnato in Comune delle osservazioni alla Variante del Piano Strutturale e al nuovo Regolamento Urbanistico , che contestano sia tecnicamente che politicamente le previsioni di piano che minacciano non solo il nostro spazio ma lo sviluppo generale del territorio, con ulteriore consumo di suolo e aggravamento dello squilibrio tra centro e periferie.
Il luogo in cui queste osservazioni sono state presentate alla stampa non è stato scelto a caso, il palazzo delle esposizioni, altro edificio pubblico della nostra città, adibito a manifestazioni ed eventi, che nel nuovo piano regolatore è destinato ad essere abbattuto per costruirci altri edifici per lo più residenziali.

La campagna “Non ci provate!” è solo all’inizio, e durerà fino a quando non verrà cancellata la variante al piano regolatore che ci riguarda.
Il primo maggio sarà un ulteriore appuntamento di lotta per la difesa dell’Intifada, uno spazio che da 25 anni è stato sottratto all’abbandono e attraverso la cooperazione sociale di tanti e tante continua ad essere un luogo di socialità e di pratica di alternative aperto alla città.

Le politiche di austerità di questi ultimi tempi, oltre ad azzerare i diritti dei lavoratori stanno smantellando il sistema di welfare e tutto un insieme di servizi che fino ad oggi pensavamo come diritti scontati di ognuno ma che probabilmente non lo saranno più in futuro. Mettere in discussione i Centri Sociali, in questo momento, non rappresenta solo un attacco ad espressioni organizzate del dissenso o luoghi di socialità, ma pure un attacco a delle esperienze che, nella loro parzialità, rappresentano dei laboratori di welfare dal basso e di alternative. Nei Centri Sociali sono sorti in questi anni sportelli di sostegno e di consulenza a chi ha problemi sul lavoro o con l’abitazione, così come si stanno concretizzando pratiche di economia alternativa, nella distribuzione e nel consumo, con i Gruppi d’Acquisto Solidali e le Osterie Sociali.
La crisi devastante che sta colpendo il nostro paese, soprattutto tra i più giovani, produce rancore, solitudine e rassegnazione. Di fronte a questo scenario, i nostri spazi sociali rappresentano all’oggi un antidoto a queste tristi tendenze, rappresentano luoghi in cui stare insieme, per mettersi in gioco, divertirsi e lottare per ciò che è nostro e per il nostro futuro.

Per tutti questi motivi saremo in tanti il primo maggio ad Empoli per manifestare in difesa del Csa Intifada, e contro tutte le politiche di austerità e di svendita del patrimonio pubblico.

CENTRI SOCIALI SPAZI DI LIBERTÀ!

Comunità in Resistenza-Csa Intifada